Artisti provenienti da tutto il mondo – trecento selezionati su duemila candidature – trasformeranno Salerno, dal 4 all’11 giugno, nella grande galleria di arte contemporanea. Tra loro spicca il nome dell’artista napoletano, di adozione fiorentina, Massimo Bramandi che sarà a Salerno per il Premio internazionale “Arte Salerno 2017“, la rassegna giunta alla seconda edizione, patrocinata dal Comune di Salerno e dalla Regione Campania, organizzata dall’associazione culturale “ArtetrA”, presieduta da Veronica Nicoli, in collaborazione con la galleria salernitana “Prince Art Gallery” di Armando Principe. Le opere esposte saranno settecento, ospitate alla Stazione marittima di Zaha Hadid e, nel cuore del centro storico, Palazzo Fruscione e la chiesa dell’Addolorata nel complesso monumentale di Santa Sofia.

Vittorio Sgarbi Arte Salerno 2017

L’inaugurazione, che avrà luogo in ciascuna sede espositiva e alla quale parteciperà il critico d’arte Vittorio Sgarbi, direttore artistico del premio, si terrà il 4 giugno. Il ritmo delle giornate sarà scandito da workshop e dibattiti su argomenti inerenti l’arte contemporanea con giornalisti, critici ed esperti.

La rassegna si concluderà con la cerimonia di premiazione che si svolgerà domenica 11 giugno, alle 21, nella Stazione marittima. La serata sarà condotta da Veronica Nicoli e dal duo comico Gigi e Ross. Lo spettacolo sarà aperto dal gruppo salernitano Neri per Caso, che eseguirà una serie di melodie a cappella, e da Francesca Schiavo e Matteo Schiavone che si esibiranno nell’inedito “Bel canto pop-lyric”. A seguire, Ciro Principe di “Made in Sud” si esibirà in un esilaranti sketch. Chiuderà la serata la sfilata degli “abiti d’artista” dello stilista e artista Roberto Guariniello, ideatore della corrente “Paint Couture”.

“Arte Salerno è un’emozione che si rinnova ed avrà il critico Vittorio Sgarbi come ospite d’onore – ha spiegato la presidentessa di ArtetrA Veronica Nicoli, nel corso della conferenza stampa svoltasi alla Stazione marittima – La rassegna artistica si caratterizzerà per una serie di premi molto ambiti dagli artisti. Tra gli altri, dieci artisti saranno selezionati dallo stesso Sgarbi, che poi li farà esporre in una mostra da lui organizzata. Altri cinque verranno scelti per partecipare alla Biennale di Venezia e ad un artista sarà data la possibilità di esporre per una settimana le proprie opere in una galleria londinese”.

Daniele Radini Tedeschi Arte Salerno 2017

Bramandi sceglie di portare all’attenzione della giuria, presieduta dal conte Radini Tedeschi, curatore del Padiglione Guatemala alla 57esima Esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, l’opera “Gli Invisibili” rivisitata personalmente dall’artista per l’occasione.
Quest’ultima appartiene alla collezione “L’immagine riflessa” ed è formata da 25 pannelli componibili rappresentanti i volti dei lavoratori cassaintegrati dell’azienda Shelbox di Castelfiorentino, ma simboleggiano tutti i lavoratori e le famiglie che si sono ritrovate senza un mezzo di sostentamento che dovrebbe essere garantito dalla nostra costituzione. “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. […] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.”

Lo stesso artista ha sottolineato il concetto che l’esposizione si propone di esprimere: “Dietro ad ogni azienda in difficoltà ci sono loro, gli operai, persone vere testimoni di tante diversità che lo spettro della mancanza di lavoro annulla, sbiadisce, fino a farle scomparire. La parola d’ordine è quindi lavoro come mezzo per restituire dignità agli individui”.

Proprio l’alienazione derivante dalla perdita della propria identità lavorativa ispira il titolo “Gli invisibili”, che rappresenta la sensazione di scomparire di fronte al muro della perdita del lavoro, che isola gli individui e li rende sempre più invisibili.

Silvia Terreni

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